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Da merlo a merlo e non si tratta di più creduloni PDF Stampa E-mail
Giovedì 19 Dicembre 2013 17:43

Piazzale Umberto I oggi Gramsci
negli anni '30.
Sfilano i Granatieri di Sardegna

Viterbo
CULTURA-STORIA
“Il recupero della cinta muraria di Viterbo segnerà l’avvio di un’importante fase di riqualificazione ambientale e di valorizzazione culturale della città”.
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VIDEO Per santa Rosa: la poesia colta cantata della tradizione popolare PDF Stampa E-mail
Martedì 10 Dicembre 2013 18:17

Giuseppe Bellucci, poeta

Per il Centro Studi Santa Rosa da Viterbo

Alessandro Finzi presenta Giuseppe Bellucci

Viterbo CULTURA e VIDEO
La vitalità del culto di santa Rosa viene attestato soprattutto da chiese, quadri o sculture, beni materiali che ricordano o raffigurano la Santa.

Vogliamo oggi ricordare un aspetto di quel bene immateriale ed effimero, ma non meno prezioso, che è il canto.
Forse qualche lettore ricorderà che abbiamo narrato dell’inno a santa Rosa cantato per noi dalle donne di Alcolea de Almería, cittadina andalusa sperduta fra le cime della Sierra Nevada.

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Viterbo nel 1970 nei ricordi del console TCI, Vincenzo Ceniti PDF Stampa E-mail
Lunedì 09 Dicembre 2013 22:07

Una cena insieme negli anni '70: Pantaleo Spagna, Mario Bonelli, Alberto Ciorba, Luigi Jasson, Orlando Manocchio, Marcello Palano

Viterbo STORIA
Legge sul divorzio e secondo posto ai mondiali di calcio in Messico dopo il Brasile, grazie alla rete pluridecorata di Gianni Rivera nella semifinale contro la Germania. Ci sarebbe dell’altro come l’autunno caldo, la guerra in Medio Oriente, la lunga crisi di Governo risolta da Emilio Colombo, le terribili giornate di Reggio Calabria, le contestazioni studentesche, alcune calamità naturali come quella tragica di Venezia, la scomparsa di Nasser, De Gaulle e Ungaretti, l’ arresto per uso e spaccio di stupefacenti di Lelio Luttazzi e Walter Chiari.

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Collegio Ragonesi, quando con una mela si faceva merenda PDF Stampa E-mail
Martedì 03 Dicembre 2013 16:24


L'Istituto Cardinal Ragonesi nel 1935 circa
(Archivio Mauro Galeotti)


Viterbo STORIA
Ho frequentato a Viterbo il collegio Ragonesi dei Fratelli Maristi per tre anni, a partire dal 1946.

Riprovo a distanza di tempo l’innocente invidia per i miei colleghi “interni” che, venendo dalla provincia, soggiornavano a convitto, tipo pensione completa. Dormivano in ampi dormitori del piano superiore cui a noi “esterni” era proibito accedere.
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Alberghi e albergatori di Viterbo degli anni '50 e '60 PDF Stampa E-mail
Martedì 26 Novembre 2013 00:45
Viterbo STORIA Ricevo dall'amico Vincenzo Ceniti, console del Touring Club Italiano, questi suoi ricordi sugli alberghi e albergatori, ecco salvato un altro pezzetto di storia cittadina


Viterbo, l'Albergo dell'Angelo
in Piazza delle Erbe nel 1920
(Archivio Mauro Galeotti)

Ancora anni Cinquanta Sessanta del Novecento. Dopo i Saloni da barbiere, parliamo stavolta di alberghi e albergatori di Viterbo. In quel periodo ce n’erano appena una quindicina riuniti intorno all’Hotel “Nuovo Angelo” (il più stellato, di seconda categoria) con una sessantina di camere, guidato da un personaggio storico come Giuseppe Moscucci.
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Ancora su Elisabetta Farnese e santa Rosa di Viterbo PDF Stampa E-mail
Lunedì 25 Novembre 2013 21:10
Valentano STORIA Mi scrive l'amico fraterno, Romualdo Luzi, che ha trovato "godibile" la storia di Elisabetta Farnese scritta dall'altro mio fraterno amico Alessandro Finzi, e, ovviamente, pubblico


Orcio della Spezieria del Palazzo reale di Madrid con gli stemmi di Filippo V e Elisabetta Farnese

Caro Direttore, ho trovato godibile e di grande interesse farnesiano la storia che lega Elisabetta Farnese e la devozione verso Santa Rosa che Alessandro Finzi ha pubblicato ieri su questo tuo apprezzato quotidiano. Ho ritenuto di far pervenire a diversi studiosi farnesiani copia dello studio che, credo, sarà stato apprezzato.

Mi piace sottolineare come, d’altronde è scritto nell’articolo, dell’amore di Elisabetta per i prodotti parmensi tanto da essere “ghiotta di formaggio parmigiano”. Non solo questo. Al suo arrivo alla corte spagnola si diceva che lei fosse “una poverina impastata di burro e formaggio parmigiano”.

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Elisabetta Farnese, regina di Spagna, e il suo contributo alla gloria di Rosa PDF Stampa E-mail
Domenica 24 Novembre 2013 18:17

Alessandro Finzi,
Centro Studi Santa Rosa
da Viterbo, onlus

In fondo all'articolo sono i link
per leggere
le nuove scoperte
su santa Rosa,
di Alessandro Finzi
e Pedro Gonzales Redondo


Viterbo STORIA Questo articolo, a corollario dei molti studi dedicati alla conoscenza di una nobile famiglia che ha dato lustro alla Tuscia, vuole essere un contributo alla divulgazione di una imprevedibile vicenda che consentì a Elisabetta Farnese di operare per la gloria di santa Rosa da Viterbo in un lontano Paese.

Quando Filippo V di Spagna restò vedovo, nel 1714, di Maria Luisa Gabriella, figlia del duca Vittorio Amedeo II di Savoia, il re, essendo fervente e osservantissimo cattolico, non considerava nemmeno la possibilità di sfogare peccaminosamente, fuori dal matrimonio, i forti impulsi sessuali da cui era posseduto.

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I Barbieri viterbesi d'una volta nei ricordi del console TCI, Vincenzo Ceniti PDF Stampa E-mail
Martedì 19 Novembre 2013 20:09

I titolari della barberia
“Braconcini & Marrazza” (Mario e Fausto)

Viterbo STORIA Negli anni Cinquanta-Sessanta del secolo scorso, Viterbo contava una sessantina di Saloni da barbiere rigorosamente per uomini, ubicati soprattutto al centro.

Tra piazza del Plebiscito e piazza Verdi - attraverso via Roma, piazza delle Erbe e il Corso Italia - ce n’erano addirittura  nove: Cannaò, Gabolini, Mainella, Ruggiero, Piacentini, Pugliesi, Rompietti (Scarciofoletto), Falcioni e Costantini.

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Quando a scuola si scioperava per Trieste italiana PDF Stampa E-mail
Martedì 12 Novembre 2013 20:29
Viterbo STORIA Ricevo dall'amico Vincenzo Ceniti quella che lui chiama "una pagina ingiallita", sì ingiallita dal tempo, ma ormai fissata per sempre nella nostra memoria. Vincenzo grazie.
M.G.

Busto di Paolo Savi,
novembre 1967
opera di Minciotti
(Archivio Mauro Galeotti)


Ho avuto sempre ammirazione per il mio compagno di banco al tempo delle Superiori. Veniva ogni giorno a Viterbo da Blera col bus della “Società in nome collettivo Igino Garbini e Compagni”, mentre io raggiungevo più comodamente l’Istituto Tecnico Paolo Savi da via Vicenza.
Ogni mattina Alberto (si chiamava così) doveva fare un’alzataccia e ritornare a casa non prima delle 15. Eppure era sempre allegro e sereno, soprattutto quando all’ora di ricreazione tirava fuori dalla cartella per la colazione un fagottino bisunto preparato da sua madre con pane e frittata, o pane e cacio, o pane e prosciutto casareccio. Noi, ragazzi di Viterbo, avevamo già preso la buona abitudine di prenotare una pizzetta rossa presso il bar Ernesto di viale Raniero Capocci.
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Sulle tracce di Santa Rosa in Portogallo PDF Stampa E-mail
Domenica 10 Novembre 2013 19:11
Viterbo STORIA Sulle tracce di Santa Rosa in Portogallo


Pedro González Redondo

A Ponte de Lima, nel nord del Portogallo, questa volta Pedro González Redondo era solo, ma ormai ispirato cavaliere di santa Rosa, terminato un congresso scientifico a metà di ottobre, secondo lo schema solito, si è posto sulle tracce della Santa.

Anche questa volta non è mancato il successo e nuovamente i nostri lettori potranno ammirare, per la prima volta, una magnifica statua.
Quella che segue è la relazione del ritrovamento e permane l’impressione che più che cercare santa Rosa, sia santa Rosa che decide di farsi trovare. Ma forse gioca un ruolo la consuetudine alla ricerca sperimentale che presuppone intuito, capacità analitica e forte determinazione.

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Un fatto poco noto dello scultore Francesco Messina e santa Rosa PDF Stampa E-mail
Mercoledì 06 Novembre 2013 01:12
Viterbo STORIA Ricevo e pubblico volentieri


Santa Rosa dallo scultore
Francesco Messina


Signor Direttore,
leggendo il libro "Viterbo città fulgente" di Monsignor Del Ciuco, ho trovato la bellissima storia riguardante la statua di Santa Rosa del Messina, collocata nella chiesa omonima.
Mi è piaciuta moltissimo e se Lei lo ritenesse opportuno, le chiedo di pubblicarla, farà sicuramente piacere a molti Viterbesi conoscere questa pagina tratta dal diario dello stesso autore.
Flora Cappelli

Davanti alla gradinata che conduce all’urna di S. Rosa è posta su un piedistallo una dolcissima statua di marmo, opera dello scultore Francesco Messina, uno dei più grandi e famosi artisti contemporanei. Questa statua di S. Rosa ha una storia interessantissima che merita di essere conosciuta.
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E’ “IV novembre” la data più ricorrente tra le vie del Lazio, a ricordare la vittoria italiana nella prima guerra mondiale PDF Stampa E-mail
Giovedì 31 Ottobre 2013 21:14
Roma STORIA E’ questo il risultato di una ricerca sulle date attraverso il database di Seat PG Italia, da parte del  Professor Enzo Caffarelli. Seguono, nella classifica delle date più diffuse tra le vie e le piazza della Regione, “XXV Aprile” e “I Maggio”


Viterbo, Via I Maggio nel 1940
con a sinistra Fiorenzo Nappo
e Corrado Buzzi
(Archivio Mauro Galeotti)

È “IV novembre”, data della vittoria italiana nella prima guerra mondiale nel 1918, la data più ricorrente tra le vie del Lazio: è quanto emerge da una analisi svolta da Seat PG Italia in collaborazione con il professor Enzo Caffarelli - direttore della Rivista Italiana di Onomastica (RIOn) e coordinatore scientifico del Laboratorio internazionale di Onomastica dell’Università di Roma Tor Vergata – grazie alle informazioni di Tuttocittà.

Seguono, nella classifica delle date più diffuse tra le vie e le piazza del Lazio, “XXV Aprile” e “I Maggio”.

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Nostalgia di Schenardi, il caffè storico di Viterbo PDF Stampa E-mail
Mercoledì 30 Ottobre 2013 20:24
Viterbo STORIA San Pellegrino, che avrebbe dovuto essere il fiore all’occhiello, è una desolazione


Il Gran Caffè Schenardi a Viterbo



Chi volesse apprendere notizie documentate sul Gran Caffè Schenardi,  prestigioso locale legato alla tradizione viterbese, potrà consultare l’opera monumentale di Mauro Galeotti “L’Illustrissima Città di Viterbo”, fondamentale e preziosa per conoscere la storia della nostra città.
Io vi parlerò dei miei ricordi, dagli anni Cinquanta dello scorso secolo.

Sono nato ed ho abitato per vent’anni nella casa di Piazza d’Erba (come la chiamano i veri viterbesi) e perciò sono stato un osservatore privilegiato perché quello era il cuore della città.

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I ristoranti doc si contavano su una mano Aquilanti era uno di questi PDF Stampa E-mail
Mercoledì 23 Ottobre 2013 21:59


Giuseppe e Vittorio Aquilanti

Viterbo STORIA In principio era il sor Luigi che nel 1907 lasciò il posto di maggiordomo presso il principe Del Drago al palazzo Barberini di Roma per venire alla Quercia dove acquistò un magazzino seicentesco destinato ad accogliere le lane della maremma viterbese prima di essere vendute al mercato. Nell’interno erano ancora visibili gli archi che sostenevano i bilancioni per la pesa.

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Un grande architetto viterbese del Cinquecento che Viterbo non ha mai onorato PDF Stampa E-mail
Domenica 20 Ottobre 2013 21:31

Viterbo STORIA E' Pier Francesco Fiorenzuoli, l'architetto viterbese, onore della nostra città, che progettò tra gli altri la Fortezza da Basso di Firenze.

Pianta della fortezza di Pesaro
ad opera
di Pier Francesco Fiorenzuoli
viterbese

Il Palazzo Florenzuoli era dove oggi è il Palazzo Fani, scendendo Via Garibaldi sulla sinistra, a pochi metri da Fontana Grande. Al grande architetto militare viterbese, Pier Francesco Florenzuoli (1470 c. - 1537), nel 1925 il Consiglio comunale di Viterbo decise che a lui gli fosse intitolata, la strada che univa Via delle Belle con Via san Leonardo. Ma della decisione oggi non ce n'è traccia. Perché non riproporla?

Dell'architetto viterbese è un curioso ricordo in città.

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Viterbo nel 1949 nei ricordi del console TCI, Vincenzo Ceniti PDF Stampa E-mail
Sabato 19 Ottobre 2013 16:50
Viterbo STORIA Ricevo dall'amico Vincenzo Ceniti, questa lunga e interessante carrellata di avvenimenti viterbesi del 1949, Io non ero ancora nato, nasco il 2 gennaio 1951, ma tante memorie che Vincenzo annota le ricordo bene. Vincenzo ti ringrazio perché hai risvegliato in me e nei nostri lettori memorie stimolanti che non andranno più perdute. M.G.


Terrazza della scuola ex Gil
dove posano per la foto ricordo
gli alunni della Seconda Media
sezione C del 1949
(g.c. di Vincenzo Ceniti)

Prosegue la ricostruzione dopo i danni della guerra. Cinque facchini “comunisti” rischiano la scomunica e di non andare sotto la “Macchina”. Le voci di Cesare Valletti e Fausto Ricci. La “prima volta” di don Salvatore del Ciuco. Giggetto Malè conquista il titolo italiano dei pesi medi. Ornella Neroni è miss Viterbo 1949.
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Un altro punto per Santa Rosa e la Rosa di Worcester PDF Stampa E-mail
Martedì 15 Ottobre 2013 19:13


Santa Rosa di Viterbo
opera di Bartolomé Esteban Murillo


Viterbo STORIA I nostri lettori ricorderanno il felice esito della dimostrazione che il famoso quadro del Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, opera celeberrima e capolavoro assoluto del maestro seicentesco Bartolomé Esteban Murillo, rappresenta, senza ombra di dubbio, santa Rosa da Viterbo inginocchiata ai piedi della Vergine, e non santa Rosalia da Palermo, come erroneamente indicato in seguito ad un gravissimo cambio di attribuzione, avvenuto nel lontano 1982, ad opera dell’allora direttore del Museo del Prado, Don Ignacio Angulo Sánchez.
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Ferruccio Ernesti, era mio padre PDF Stampa E-mail
Martedì 15 Ottobre 2013 18:59


Viterbo, Piazza Sallupara, Luglio 1943.
Ingresso della Caserma C.R.N.
Centro raccolta notizie della DICAT,
il primo a destra è Ferruccio Ernesti

Viterbo STORIA Il prossimo 29 ottobre ricorre il centenario della nascita di Ferruccio Ernesti, mio padre.
Era nato a Viterbo, città nella quale, agli inizi del secolo, il padre Giuseppe con il fratello Sabatino si erano trasferiti dalla natia Umbria per impiantare un commercio di generi alimentari.
Mio nonno Giuseppe morì giovanissimo lasciando la moglie Angela Barelli e cinque figli, dei quali il minore aveva sei anni.
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Un regalo ai Viterbesi: Vincenzo Ceniti racconta il Gran Caffè Schenardi negli anni '60 PDF Stampa E-mail
Venerdì 11 Ottobre 2013 20:01
Viterbo STORIA Ricevo da Vincenzo Ceniti, console del Touring Club di Viterbo, questi preziosi ricordi di vita d'ogni giorno trascorsi al Gran Caffè Schenardi. Chicche di storia che Vincenzo ci ha voluto ricordare e regalare. Vincenzo grazie di cuore!



Alberto Sordi tra Vincenzo Ceniti
e Alberto Corinti. Sulla destra, Franco Mattioli


Se ne parla in questi giorni, all’indomani dell’ennesima chiusura (la quarta o la quinta in questi ultimi anni) che dà il segno di una crisi irreversibile dei caffè storici per mancanza di clientela e per gli alti costi gestionali. Eppure un tempo non era così. Il Gran Caffè Schenardi di Viterbo, di  buon lignaggio quattrocentesco, era l’insostituibile punto di riferimento, non solo per la circolazione delle notizie, ma anche per le idee che vi covavano, tanto che la pagina locale del Messaggero gli intitolava una rubrica (“Davanti a Schenardi”) dove erano riunite informazioni utili, come farmacie di turno, spettacoli, forni aperti, confetti, lutti, culle ecc.
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La storia del Fagiolo carne di Fabrica di Roma PDF Stampa E-mail
Domenica 06 Ottobre 2013 22:26

Fabrica di Roma STORIA Il sindaco di Fabrica di Roma ci narra la storia del fagiolo carne, prodotto tipico locale di Fabrica


Mario Scarnati
Sindaco di Fabrica di Roma
"mangia" i fagioli

La coltivazione del fagiolo nel nostro territorio ha origini antiche. Ne costituiscono prova sia la diffusione degli antichi strumenti di lavoro utilizzati nella coltivazione e nelle successive fasi di essicazione e vagliatura, sia le testimonianze documentali rinvenibili nell’archivio storico comunale e nell’archivio di stato di Viterbo.

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Picino un campione canepinese da non dimenticare PDF Stampa E-mail
Domenica 06 Ottobre 2013 16:18

Angelo Meloni detto Picino


Canepina STORIA Il canepinese Angelo Meloni detto Picino (Canepina, 6 marzo 1880 – Roma, 24 gennaio 1945) è stato un famoso fantino, la sua specialità era la corsa a pelo.
Ecco la sua storia, perché non sia dimenticata.

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