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Un successo in crescita per una tradizione lunga 40 anni: la processione del Venerdì Santo PDF Stampa E-mail
Sabato 30 Marzo 2013 20:57

La Passione di Cristo rappresentata a Viterbo

Viterbo
Una tradizione durata circa quarant’anni e poi sospesa, che è stata rispolverata in grande stile dal vescovo Lino Fumagalli da due anni, e ora anche il capoluogo torna ad avere la processione del venerdì santo.
Per il secondo anno consecutivo, ieri sera, dalla Chiesa del Gonfalone è partito il corteo con il corpo del Cristo morto, portato a spalla su un baldacchino seguito dalla statua della Vergine Maria. Dietro il lungo corteo capeggiato dal Vescovo e dalle varie diocesi, accompagnate dalle massime autorità cittadine: il Sindaco Giulio Marini, il consigliere regionale Daniele Sabatini e l’assessore provinciale Gianmaria Santucci in rappresentanza del presidente della provincia, Marcello Meroi.

Inutile dire che il quartiere medioevale ha offerto ancora una volta una cornice senza eguali al solenne corteo fino a Piazza San Lorenzo, dove, sui gradini del Duomo, il Vescovo, circondato dalle varie rappresentanze ecclesiastiche intervenute al corteo, ha tenuto un breve, ma toccante, discorso sul significato della Pasqua, prima di benedire la grande folla che ha letteralmente riempito la piazza. “Quando ero bambino – ha detto il vescovo Fumagalli ricordando un aneddoto della sua infanzia – la maestra m’indicò le gocce di sangue dipinte su un crocefisso e mi disse, vedi, quelle gliele hai fatte tu.

La Pasqua – ha proseguito -  ci dimostra l’amore che Dio ha avuto verso di noi, fino al dono della vita”. Un successo in crescita, quindi, quello di un evento che, oltre all’importante significato religioso, promette di scrivere nei prossimi anni una delle più belle tradizioni di questa Città che si è raccolta ieri sera intorno ai gradini del Duomo ai piedi della loro guida spirituale per contemplare il significato del sacrificio di Gesù per l’umanità.

Lo spirito della Pasqua ieri sera è rivissuto nelle vie più suggestive del centro storico, offrendo, oltre a un momento di preghiera, uno spettacolo veramente straordinario, sullo sfondo di alcune tra le più belle chiese della nostra città: quella del Gonfalone, quella di S. Maria Nuova e il Duomo, che si sono illuminate della tenue ed eterea luce della veglia pasquale.

Davanti alla Cattedrale viterbese si sono svolti i momenti più toccanti di tutta la manifestazione con l’omelia del Vescovo e la rappresentazione della Crocefissione di Gesù Cristo. Questa, in particolare, è stata allestita con grande cura sfruttando lo straordinario scenario offerto dalla Loggia Papale che in sintonia con il compiersi della passione di Cristo assumeva diverse sfumature, dapprima più accese come il rosso sanguigno durante la crocefissione, per passare poi a quelle più eteree dell’azzurro chiaro che hanno accompagnato l’ascesa al cielo dello spirito di Cristo.

Piazza San Lorenzo, al pari di altre location all’interno del quartiere medioevale, si è dimostrata ancora una volta un teatro all’aperto di impareggiabile bellezza, conferendo una nota di unicità alla rappresentazione pasquale.

Tiziana Mancinelli

 
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