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Terme dei Papi: Contratto scaduto e si va avanti come se tutto fosse nella norma? PDF Stampa E-mail
Sabato 30 Marzo 2013 14:50

Viterbo Il 31 marzo è scaduto il contratto di sub concessione tra il Comune e le Terme dei Papi
La "callara" del Bullicame negli anni '20 del secolo scorso
(Archivio Mauro Galeotti)


Con il contratto scaduto le Terme dei Papi potranno continuare a gestire tutto l’impianto senza problemi?

Noi attingendo alla storia veramente singolare di questa sub-concessione riteniamo di sì. Infatti, dalla consegna dell’impianto termale alle Terme dei Papi (all’epoca S.G.T.) avvenuta nel 1987, alla decorrenza dei termini per iniziare la conta degli anni di gestione, tra cavilli vari, trascorsero ben sei anni, che si sommarono ai quaranta (20+20) previsti.

Quindi Gabbianelli (allora consigliere di opposizione) quando parlava di contratto quarantacinquennale,  anche se sembrava che si fosse allargato troppo, era comunque rimasto sotto di un anno.

La "callara" del Bullicame nel 1900
(Archivio Mauro Galeotti)


Quindi contratto scaduto e si va avanti come se tutto fosse nella norma? In considerazione che siamo a Viterbo, dove tutto è possibile, riteniamo di si. Noi dell’Associazione il Bullicame abbiamo chiesto per iscritto al sindaco Marini, di poter partecipare al tavolo dove si concordano le condizioni del rinnovo, ma il sindaco di Viterbo ancora non ha risposto alla richiesta. L’Associazione Il Bullicame si augura che il sindaco sia tanto bravo per decidere da solo, le condizioni del rinnovo. Noi dell’Associazione Il Bullicame riteniamo che il nuovo contratto deve assolutamente soddisfare tutte le seguenti condizioni:

1)    Ingresso di favore ai viterbesi per la piscina termale e per gli altri servizi;

2)    Livellazione del fondo della piscina a 120 cm. (con risparmio di circa 1 milione di litri di acqua del Bullicame a settimana);

3)    Limitazione quantitativo acqua emunta dalle Terme dei Papi a 14 lt/s;

4)    Stabilire compenso per il Comune per ogni litro emunto in più oltre i 14 lt/s;

5)    Interruzione completa del flusso di acqua dalla “callara” verso le Terme dei Papi;

6)     Chiedere alle Terme dei Papi un risarcimento per tutti i litri emunti in più dal 1993 ad oggi, che sono oltre tredici miliardi. Ora se valutiamo questa nostra preziosa acqua al prezzo minimo di realizzo di un millesimo di euro al litro, la cifra che ne scaturisce è di oltre tredici milioni di euro a favore del Comune di Viterbo. Tale cifra potrebbe essere vantaggiosamente impiegata per un magnifico depuratore per l’arsenico, per il restauro delle nostre fontane, per il restauro dell’ex tribunale, e per rendere belle e accoglienti le pozze termali libere.

In tutto questo contesto si innestano altri problemi. Il primo è la scadenza della concessione regionale intestata al Comune di Viterbo, che avverrà nel 2017. Il secondo è la trattazione del ricorso al Tar fatto dalle Terme dei Papi contro l’ordinanza del Comune e della Regione per la limitazione dell’emungimento a 14 litri al secondo, che avverrà a partire dal prossimo 14 novembre 2013.

Il ricorso al Tar è stato fatto perché tutto rimanga come prima, anche per i quantitativi che attualmente le Terme dei Papi utilizzano, senza voler pagare un centesimo di più. Insomma, ci troviamo di fronte alla classica e notoriamente assurda richiesta di botte moglie e moglie ubriaca.

Giovanni Faperdue
Presidente Associazione “Il Bullicame”

 
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